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Nutrizionista Cattaneo Eleonora

Intolleranza al lattosio: sintomi e soluzioni

Intolleranza al lattosio

È ormai risaputo che sempre più persone nel mondo manifestino intolleranza al lattosio. Questa condizione, dovuta alla ridotta produzione dell’enzima lattasi in età adulta, sembra essere in notevole aumento.

 

Secondo i dati raccolti da ricerche scientifiche, più del 70% della popolazione mondiale presenta una certa difficoltà a digerire il lattosio in tarda età. Stime statistiche riportano come in Europa circa il 15-20% della popolazione sia intollerante, con una prevalenza maggiore nei Paesi del bacino del Mediterraneo. Anche negli Stati Uniti la percentuale di intolleranti è in crescita e si attesta attualmente attorno al 30-50% della popolazione in base all’etnia.

 

Poiché si tratta di una condizione diffusa e se non corretta può determinare disturbi gastrointestinali, chi sospetta di soffrirne dovrebbe rivolgersi a un nutrizionista o al proprio Medico.

Un Nutrizionista sarà in grado di suggerire quali metodi diagnostici possano essere i più adatti per diagnosticare l’intolleranza al lattosio, come il Breath Test e il test del DNA per le intolleranze alimentari, e studiare una alimentazione adeguata.

 

 

Intolleranza al lattosio sintomi

L’intolleranza al lattosio rappresenta l’incapacità di digerire lo zucchero del latte, il lattosio, a causa della mancanza dell’enzima lattasi nell’intestino tenue. Quando un individuo intollerante al lattosio introduce alimenti contenenti questo disaccaride, possono manifestarsi alcuni disturbi a carico dell’apparato digerente.

 

I sintomi principali dell’intolleranza al lattosio compaiono generalmente da mezz’ora a due ore dopo l’assunzione di cibi e bevande contenenti lattosio. Tra questi si riscontrano gonfiore addominale, crampi, flatulenza, diarrea, nausea e talvolta vomito. Ciò accade perché lo zucchero del latte, non potendo essere digerito a causa della mancanza dell’enzima lattasi, tende ad accumularsi nell’intestino richiamando liquidi per osmosi. Questo è poi fermentato dalla normale flora batterica intestinale, producendo gas responsabili del meteorismo e crampi addominali.

 

La gravità dei sintomi dipende dalla quantità di lattosio ingerita e dal grado individuale di intolleranza. Nella maggior parte dei casi i sintomi si risolvono entro 24 ore, anche se in taluni soggetti più sensibili possono perdurare più a lungo. È possibile che attraverso una visita nutrizionistica a Milano sia stabilita la reale entità dell’intolleranza al lattosio di un individuo e la quantità tollerabile di questo zucchero, al fine di prevenire i disturbi gastrointestinali a esso correlati.

 

Intolleranza al lattosio cosa mangiare

Per coloro che soffrono di intolleranza al lattosio è fondamentale adottare alcuni accorgimenti nella propria dieta, in modo da prevenire i fastidiosi sintomi correlati all’assunzione di questo zucchero. È bene precisare che non è necessario eliminare totalmente i latticini dall’alimentazione, bensì preferire quelli a minor contenuto di lattosio.

 

Ad esempio, risultano generalmente tollerati i formaggi stagionati, come il Grana, il parmigiano, il pecorino e il provolone, grazie al fatto che durante il processo di stagionatura la quantità di lattosio tende a ridursi notevolmente. Anche lo yogurt bianco naturale, se consumato nelle giuste porzioni, può essere incluso nella dieta dell’intollerante al lattosio, in quanto i fermenti lattici in esso contenuti favoriscono la parziale digestione di questo disaccaride.

 

Occorre invece prediligere latte intero e parzialmente scremato trattati con enzimi per eliminarne il lattosio, come il latte delattosato. Un’ulteriore opportunità per chi soffre di intolleranza al lattosio è data dagli alimenti arricchiti con batteri probiotici del tipo Lactobacillus acidophilus, in grado di fornire la lattasi mancante.

 

Dieta per intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è una condizione che rende necessaria l’adozione di una dieta povera o priva di lattosio. Per garantire un corretto controllo dei sintomi è infatti fondamentale ridurre o escludere il consumo di questo zucchero del latte. Tuttavia, eliminare completamente il lattosio dall’alimentazione non è sempre semplice, in quanto è presente non solo nel latte e derivati, ma anche in tracce in numerosi altri alimenti.

 

Rivolgersi quindi a uno studio di consulenza nutrizionale Milano risulta basilare per pianificare nel dettaglio una dieta personalizzata per l’intollerante, valutando con precisione gli alimenti permessi e quelli da evitare.

 

Oltre al latte vaccino, caprino e simili, andranno evitati i latticini freschi come mozzarella, formaggi molli e simili, nonché tutti i cibi contenenti lattosio aggiunto in quantità significative. Possono invece essere consumati con moderazione gli yogurt, grazie al loro basso contenuto naturale di lattosio, e i formaggi stagionati, nei quali tale zucchero si riduce notevolmente nel corso della stagionatura. Occorre inoltre verificare con attenzione le etichette di ogni prodotto acquistato, in quanto il lattosio può essere presente anche in alimenti non prettamente lattiero-caseari.