Alimentazione e gravidanza
I 9 mesi della gravidanza sono un periodo meraviglioso per una donna, ma anche faticoso e complesso. Perché in quel lasso di tempo – un tempo davvero breve – un organismo adulto ne crea un altro, nuovo di zecca, al suo interno. Questo processo implica un superlavoro e un dispendio energetico straordinario, per sostenere il quale, però, ogni donna è biologicamente programmata ed equipaggiata fin dalla sua nascita.
Per far sì che questa esperienza sia quanto più serena possibile, che la futura mamma la viva in salute e benessere, garantendo in tal modo un ambiente uterino ottimale per lo sviluppo del feto, occorre che prenda delle precauzioni e adotti dei comportamenti appropriati alla sua nuova condizione. Ad esempio, dovrà sottoporsi a regolari controlli ed esami, eventualmente vaccinarsi e stare molto attenta a non entrare in contatto con sostanze tossiche, e prevenire eventuali contagi da malattie infettive che possano danneggiare lei stessa o la creatura che sta crescendo nel suo corpo.
L’alimentazione deve avere quindi delle caratteristiche specifiche, in base alle reali necessità fisiologiche dettate dalla condizione di gravidanza. Tali consigli e linee guida vanno però personalizzate, perché ogni donna incinta è diversa e ha esigenze nutrizionali da rispettare.
Le sostanze nutritive indispensabili per mamma e feto
Ecco di seguito i principi nutritivi essenziali per il benessere di feto e gestante.
- Ferro: il fabbisogno di ferro aumenta durante la gestazione, raggiungendo il picco tra il secondo e il terzo trimestre, fase in cui la futura mamma necessita di una quota di 27 mg al giorno;
- Acido folico e folati (vitamina B9): vitamine indispensabili per il corretto sviluppo del feto e per la prevenzione di gravi malformazioni del tubo neurale in fase intrauterina, quali la spina bifida e l’anencefalia; Per tale ragione le linee guida oggi suggeriscono una integrazione di tali sostanze già in fase preconcezionale, da proseguire per tutta la gestazione e fino a tre mesi dopo il parto. La quota da raggiungere è pari a 400 microgrammi al giorno per il solo acido folico;
- Altre vitamine del gruppo B, in particolare B6 e B12, che sono indispensabili per madre e feto, tra secondo e terzo trimestre devono essere assunte rispettivamente nelle quantità di 1,9 mg e di 2,6 microgrammi;
- Vitamina D: questa vitamina è importantissima per lo sviluppo scheletrico soprattutto se il grosso della gravidanza si svolge nei mesi invernali. La dose consigliata nel secondo e terzo trimestre è pari a 15 nanogrammi al giorno.
- Vitamina C: un validissimo supporto per il sistema immunitario della futura madre, pertanto non può mancare nella dieta. La quota da raggiungere è di 100 mg al giorno.
- Minerali quali calcio e fosforo: questi minerali “passano” in grande quantità da madre a feto, è indispensabile garantirne sempre un adeguato ricambio dall’alimentazione o tramite integrazione. In particolare nell’ultimo trimestre il fabbisogno giornaliero materno di calcio e di fosforo è pari a 1200 mg;
- Acidi grassi essenziali (AGE): indispensabili per lo sviluppo neuronale e cerebrale del feto, l’acido alfa-linoleico (ALA), e il DHA, omega 3 cruciale per il corretto sviluppo del sistema nervoso fetale, che nel secondo e terzo trimestre dovrebbe essere assunto in una quota giornaliera non inferiore ai 100 mg.
Quali cibi evitare durante la gravidanza?
- Bevande alcoliche sono vietate del tutto perchè il feto non è in grado di metabolizzare l’alcool, perché non ha ancora un fegato e degli enzimi in grado di farlo, pertanto questa sostanza rimane nel suo corpo, intossicandolo;
- Il caffè e le bevande “nervine”, contenti sostanze psicostimolanti andrebbero evitate, perché stando ad alcuni studi potrebbero aumentare il rischio di aborto (soprattutto nel primo trimestre), e in seguito creare stress nel feto;
- Le proteine crude: frutti di mare, carni e pesci (es. tartare, battute, carpacci), uova crude, insaccati, affumicati e salumi, il latte crudo e i formaggi a latte crudo. Per evitare il rischio di infezioni quali la toxoplasmosi, la salmonellosi e la listeriosi;
- Verdure e frutta non lavate per evitare procurarsi un’infezione alimentare tra cui l’epatite A.
