Nutrirsi è un bisogno primario, fonte di piacere e soddisfazione fin dai primi istanti di vita. Il mangiar bene e sano riveste quindi un significato importante e un’alimentazione equilibrata e varia è alla base una vita in salute. Cerca nel mio sito come posso esserti d’aiuto per vivere una vita sana con un’alimentazione personalizzata.

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Nutrizionista Cattaneo Eleonora

Endometriosi: il rapporto con l’alimentazione

Endometriosi

È ormai assodato nella comunità scientifica che vi sia una stretta correlazione tra endometriosi e alimentazione. Sebbene non tutti ne siano a conoscenza, numerosi studi hanno dimostrato come uno stile alimentare scorretto possa peggiorare i sintomi di questa dolorosa patologia. I meccanismi coinvolti riguardano principalmente i processi infiammatori e ormonali. Infatti, un’alimentazione ricca di grassi saturi, zuccheri e cibi pro-infiammatori favorisce il rilascio di mediatori infiammatori che amplificano i dolori pelvici tipici dell’endometriosi. Similmente, il consumo eccessivo di cibi estrogenici, come carne e latticini, può incidere negativamente sull’equilibrio ormonale.

È quindi fondamentale per le donne affette da endometriosi acquisire una maggiore consapevolezza in merito a questi risvolti nutrizionali. Piuttosto che basarsi su informazioni frammentarie reperite online, è raccomandabile rivolgersi a un nutrizionista endometriosi Milano, figura specializzata in grado di fornire una consulenza mirata sulla singola situazione.

Lo specialista può impostare nel dettaglio un programma dietetico personalizzato volto a prevenire o alleviare i sintomi attraverso l’adozione di uno stile alimentare specificatamente antinfiammatorio ed equilibrato. Questo approccio risulta strategico per un’ottimale gestione della patologia nel tempo.

Endometriosi: sintomi iniziali e diagnosi

L’endometriosi è una malattia che colpisce numerose donne  e che può manifestarsi con diversi sintomi, variabili a seconda della localizzazione delle lesioni. I sintomi iniziali dell’endometriosi solitamente compaiono proprio con le prime mestruazioni e includono dolore pelvico e crampi in sede addomino-pelvica. Questi dolori sono dovuti alla presenza di cellule che si comportano come quelle endometriali ma che si trovano al di fuori dell’endometrio.

Le cellule endometriosiche hanno le stesse caratteristiche del tessuto presente nella cavità uterina e sono soggette, come questo, alle variazioni ormonali correlate al ciclo mestruale. Di conseguenza, ogni mese esso si sfalda in risposta al calo degli estrogeni e del progesterone, causando lesioni a volte anche sanguinanti. A differenza di quanto accade nell’utero, dove il flusso mestruale è eliminato attraverso la vagina, il sangue proveniente dalle lesioni ectopiche non può fuoriuscire e tende ad accumularsi, provocando infiammazione. Ciò può dar luogo alla formazione di cisti, note come endometriomi.

Inoltre, le lesioni endometriosiche interne possono causare la formazione di aderenze tra i vari organi pelvici. La sintomatologia varia anche a seconda della sede delle lesioni. Ad esempio, il dolore durante la minzione o la defecazione può essere sintomo di endometriosi a livello della vescica o dell’intestino. Per una diagnosi certa è necessario eseguire un’ecografia transvaginale o una risonanza magnetica durante il ciclo mestruale, che possono evidenziare la presenza di cisti endometriosiche in particolare a livello ovarico.

L’endometriosi ha una forte correlazione con il ciclo mestruale e tende a regredire con l’insorgenza della menopausa, ma a volte questo non succede. Alcuni studi hanno inoltre evidenziato che una dieta equilibrata e povera di grassi saturi e zuccheri raffinati può alleviare i sintomi dell’endometriosi. È importante che le donne siano consapevoli dei possibili sintomi iniziali di questa patologia, al fine di promuoverne una diagnosi precoce.

 

Dieta per endometriosi: alimentazione antinfiammatoria e antiestrogena

Per affrontare l’endometriosi in modo appropriato, oltre alle cure farmacologiche e chirurgiche, assume un ruolo fondamentale l’adozione di uno stile di vita sano e di una dieta equilibrata. Le prime conferme di un potenziale disturbo vengono dal ginecologo, che sottopone la paziente a esami quali visite pelviche, ecografie transvaginali, risonanze magnetiche o indagini definitive come la laparoscopia. L’alimentazione svolge un’azione antinfiammatoria e antiestrogena essenziale nel trattamento della patologia.

La dieta dovrebbe prevedere:

  • ridurre il consumo di alimenti estrogenici come bevande zuccherate e grassi saturi;
  • aumentare cibi antiestrogenici come verdure colorate e crucifere;
  • limitare i proinfiammatori come latticini e carne rossa;
  • privilegiare i cibi antinfiammatori come ad esempio peperoni, olive e frutti di bosco.

Questo approccio dietetico ha lo scopo di migliorare la risposta insulinica e ridurre i sintomi infiammatori dell’endometriosi attraverso una alimentazione povera di ormoni. Allo stesso tempo, un maggior apporto di fibre favorisce una digestione ottimale e abbassa i livelli circolanti di estrogeni. È inoltre opportuno limitare grassi saturi e zuccheri che potrebbero stimolare l’infiammazione, mentre una corretta distribuzione dei carboidrati mantiene fisiologica la secrezione insulinica. Una visita nutrizionistica Milano specialistica risulta utile per impostare un programma alimentare personalizzato volto alla gestione ottimale dell’endometriosi. La consulenza di un esperto permette di valutare nel dettaglio abitudini e fattori di rischio individuali.

 

Endometriosi e pancia gonfia

L’endometriosi è spesso associata alla comparsa di gonfiore addominale e disturbi intestinali, quali stitichezza, diarrea o alternanza di stipsi e dissenteria. Uno studio prospettico condotto su un ampio campione di donne ha evidenziato come il consumo abituale di carne rossa, superiore a due porzioni a settimana, possa aumentare del 56% il rischio di endometriosi. Tale alimento è da limitare proprio per la sua capacità di indurre infiammazione.

Molte pazienti lamentano anche sintomi tipici della sindrome dell’intestino irritabile, come gonfiori e alterazioni dell’alvo, che possono essere accentuati da determinati cibi. In questi casi, un regime alimentare low FODMAP, povero cioè di alimenti fermentabili, si è dimostrato in grado di migliorare significativamente i disturbi addominali nel 72% delle donne studiate.

Particolare attenzione merita poi la vitamina D, dotata di spiccate proprietà antinfiammatorie ed immunomodulanti. Rivolgersi presso uno studio di consulenza nutrizionale Milano può servire a valutare e integrare i livelli ematici di questa vitamina in modo tale da avere risultati benefici nel breve periodo. La vitamina D, inoltre, svolge un ruolo chiave nella fertilità, poiché livelli compresi tra 50-60 ng/ml migliorano le possibilità di concepimento naturale o medicalmente assistito. Monitorare e correggere eventuali carenze nutrizionali risulta dunque parte integrante della gestione dell’endometriosi e dei suoi sintomi associati.

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