Nutrirsi è un bisogno primario, fonte di piacere e soddisfazione fin dai primi istanti di vita. Il mangiar bene e sano riveste quindi un significato importante e un’alimentazione equilibrata e varia è alla base una vita in salute. Cerca nel mio sito come posso esserti d’aiuto per vivere una vita sana con un’alimentazione personalizzata.

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Nutrizionista Cattaneo Eleonora

Dieta per diverticoli: alimenti da mangiare ed evitare

Dieta per diverticoli

La dieta per diverticoli ricopre un ruolo di primo piano nella gestione delle patologie diverticolari e nella prevenzione delle loro ricadute infiammatorie. Un adeguato apporto nutrizionale risulta infatti determinante per proteggere la salute dell’intestino e ridurre i fattori di rischio associati a tali disturbi.

 

Gli alimenti da assumere con attenzione devono fornire un congruo quantitativo di fibre, in particolare solubili, importanti per il benessere della flora intestinale e la regolarità del transito. Al contempo, occorre limitare il consumo di elementi potenzialmente irritativi per la mucosa.

 

Sotto la guida di personale specializzato è possibile impostare menù specificatamente bilanciati, capaci di tutelare il corretto funzionamento dell’apparato digerente anche in presenza di patologie croniche. Un approccio nutrizionale personalizzato costituisce pertanto un valido supporto alla gestione a lungo termine di disturbi come la diverticolite, favorendo la prevenzione delle recidive infiammatorie attraverso l’ottimizzazione degli apporti alimentari quotidiani.

 

Diverticolite cause

I diverticoli sono estroflessioni della parete dell’intestino (rigonfiamenti o protrusioni della parete dell’intestino verso l’esterno), più frequentemente a livello del colon, che possono complicarsi in caso di diverticolite. La diverticolite si verifica quando i diverticoli si infiammano.

 

Le cause che favoriscono sia la comparsa dei diverticoli che il loro successivo interessamento infiammatorio sono spesso da ricondurre a fattori legati allo stile di vita. Un aspetto rilevante è rappresentato dall’aumentata pressione a livello dell’intestino, in particolare del colon. L’incremento della pressione nel lume intestinale è correlato a stipsi, transito rallentato e feci dure. Questa condizione, a sua volta, può essere conseguenza di una dieta povera di liquidi e fibre alimentari, che facilita il ristagno di residui e l’aumento della pressione digestiva.

 

Anche l’obesità rappresenta un fattore di rischio, poiché determina un maggior apporto di cibo da smaltire nell’intestino. Inoltre, la predisposizione genetica sembra rivestire un ruolo non secondario. Ulteriori fattori predisponenti sono rappresentati dalle dimensioni e dal numero di diverticoli presenti. Più sono grandi e numerosi, maggiore è il rischio che si infiammino.

 

La diverticolite si manifesta quando, all’interno delle tasche diverticolari, si verifica la stasi e la fermentazione di residui, che favoriscono la sovracrescita batterica. Ciò può indurre un processo infiammatorio locale. Presso uno studio di consulenza nutrizionale Milano è possibile introdurre gradualmente una dieta per diverticoli con un adeguato apporto di liquidi e fibre, efficace nel prevenire recidive dell’infiammazione.

 

Cos’è la diverticolite: sintomi

La diverticolite è una patologia gastroenterica che colpisce la porzione crassa dell’intestino e si manifesta quando i diverticoli, anormali dilatazioni della parete intestinale, si infiammano. I diverticoli sono malformazioni anatomiche del colon che possono assumere due diverse tipologie a seconda della gravità: più spesso sono costituiti da semplici estroflessioni della mucosa e sotto-mucosa, raramente coinvolgono tutti gli strati della parete.

 

La diverticolite si presenta quando i diverticoli, siano essi meno o più problematici, si infettano causando disturbi in fase acutaI sintomi tipici sono dolori addominali, alvo chiuso, febbre e brividi, aumento degli indici infiammatori e talvolta rettorragia. La diverticolite complicata può inoltre causare ostruzione o perforazione dell’ostio diverticolare con formazione di ascesso periviscerale e peritonite.

 

La malattia diverticolare può essere diagnosticata mediante tomografia computerizzata, rettoscopia o ecografia addominale che individuano la presenza anche asintomatica di diverticoli. Il ricorso a tali esami diagnostici è giustificato da una sintomatologia specifica oppure quando la diverticolosi emerge casualmente durante indagini per altri disturbi intestinali.

 

Una dieta per diverticoli rappresenta un fondamentale supporto alla terapia farmacologica. Pertanto è consigliabile una visita nutrizionistica Milano per valutare lo stato nutrizionale del paziente e impostare un piano alimentare specifico. 

 

Cosa mangiare con i diverticoli

Una corretta alimentazione rappresenta il cardine della prevenzione e della gestione della diverticoliteUna dieta per diverticoli prevede l’introduzione di adeguate quantità di fibre, con particolare attenzione a quelle solubili, capaci di esercitare un’azione prebiotica.

 

Assumere almeno 30 g di fibre al giorno insieme a un abbondante apporto di acqua, almeno 1 ml per kcal ingerita, è fondamentale per regolarizzare il transito intestinale e ridurre i rischi di ristagno fecale all’interno delle tasche diverticolari. Le fibre solubili, come l’inulina, facilitano inoltre il potenziamento della flora batterica intestinale benefica. Può inoltre risultare efficace l’integrazione con probiotici.

 

Il controllo e il monitoraggio della dieta per diverticoli da parte di un biologo nutrizionista Milano permette di impostare corretti schemi alimentari personalizzati, capaci di prevenire efficacemente l’insorgenza di recidive diverticolari infiammatorie, riducendo anche il ricorso a terapie farmacologiche.

 

Dieta per diverticoli: cibi da evitare

Una dieta per diverticoli ben fatta prevede l’esclusione di alcuni alimenti che possono aumentare il rischio di infiammazione a carico dei diverticoli. Tra gli alimenti da evitare vi sono i semi e le noci, poiché potrebbero accumularsi nelle tasche diverticolari causando irritazione.

 

Anche gli alimenti piccanti o speziati dovrebbero essere limitati, in quanto gli stimoli irritativi possono peggiorare i sintomi infiammatori. Devono essere limitati anche i cibi ricchi di fibre insolubili come la crusca e i legumi, dal momento che i loro residui potrebbero aumentare la pressione all’interno dell’intestino.

 

Infine, sostanze come caffeina e alcol devono essere moderate se non addirittura evitate, in quanto possono provocare crampi addominali e disturbi gastrointestinali. L’esclusione di questi alimenti riveste particolare importanza soprattutto in caso di pazienti con diverticolosi clinicamente manifesta o che stanno attraversando recidive di diverticolite. Ciò consente di limitare i fattori irritativi a carico dell’intestino prevenendo ulteriori episodi infiammatori.

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