Nutrirsi è un bisogno primario, fonte di piacere e soddisfazione fin dai primi istanti di vita. Il mangiar bene e sano riveste quindi un significato importante e un’alimentazione equilibrata e varia è alla base una vita in salute. Cerca nel mio sito come posso esserti d’aiuto per vivere una vita sana con un’alimentazione personalizzata.

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Nutrizionista Cattaneo Eleonora

Colite ulcerosa: che cosa mangiare secondo la nutrizionista

Colite ulcerosa

Nella gestione della colite ulcerosa un ruolo chiave è svolto dalla dieta. La nutrizione, infatti, risulta determinante sia per il controllo dei sintomi che per il mantenimento della remissione clinica.

Purtroppo, talvolta si tende a sottovalutare l’impatto che scelte alimentari non corrette possono avere sull’andamento della malattia. Modificare l’alimentazione in maniera del tutto autonoma e non supervisionata, tuttavia, potrebbe rivelarsi controproducente e perfino favorire riacutizzazioni dell’infiammazione intestinale.

 

La colite ulcerosa richiede infatti una dieta personalizzata, studiata sul singolo paziente e modulata in base alla fase attiva o di remissione dell’infiammazione. Solo un esperto del settore come il nutrizionista è in grado di valutare dettagliatamente le caratteristiche della patologia e le abitudini alimentari individuali, riuscendo a elaborare le più opportune linee guida dietetiche.

 

Sottoponendosi periodicamente a una visita nutrizionista, il paziente affetto da colite ulcerosa può contare sulla professionalità e competenza di un biologo nutrizionista a cui fare riferimento. Ciò permette di evitare potenziali effetti negativi dovuti all’auto-somministrazione di regimi alimentari non corretti e di prevenire il manifestarsi di ulteriori disturbi o sintomi invalidanti.

 

Rivolgersi a figure specializzate risulta dunque elemento cruciale nel percorso terapeutico di chi è colpito da questa patologia cronica per assicurare una corretta nutrizione ed aiutare a tenere sotto controllo la sintomatologia.

 

Colite ulcerosa sintomi

I sintomi della colite ulcerosa possono variare notevolmente in base alla severità e alla localizzazione del processo infiammatorio all’interno del colon. Quando l’infiammazione rimane confinata in sede rettale, il paziente può avvertire un modesto sanguinamento e tenesmo, ovvero uno spasmo doloroso dell’ano con sensazione di urgente bisogno di defecare. Man mano che l’infiammazione si estende per via ascendente agli altri tratti dell’intestino, i sintomi diventano via via più severi.

 

La manifestazione classica comprende scariche diarroiche commiste a sangue, dolori addominali, affaticamento, perdita di peso e sudorazione notturna. Tutti questi sintomi hanno un andamento recidivante, con episodi acuti che fanno da preludio a periodi di totale remissione, a loro volta seguiti da temporanee temporanee riacutizzazioni. In genere la malattia non è ingravescente nel tempo, anche se un’esacerbazione dei disturbi è comunque possibile nei casi di media gravità.

 

All’esame endoscopico, la mucosa del retto e di parti più o meno estese del colon presenta numerose ulcerazioni puntiformi, da cui il termine “colite ulcerosa”. In una fase avanzata le piccole ulcere confluiscono tra loro, creando lesioni della mucosa più o meno estese. Queste piccole ulcerazioni, che provocano il sanguinamento e il riversamento del muco nel lume dell’intestino, sono responsabili dei classici sintomi associati alla colite ulcerosa.

 

Il monitoraggio clinico del paziente affetto da colite ulcerosa prevede visite periodiche di controllo e valutazioni routinarie al fine di valutarne l’andamento della malattia. In particolare, una visita nutrizionistica Milano risulta molto importante per la gestione della colite ulcerosa, in quanto una dieta adeguata ed equilibrata può supportare il trattamento farmacologico e aiutare a ridurre i sintomi della patologia infiammatoria intestinale.

 

Cause della colite ulcerosa

Le cause esatte della colite ulcerosa non sono ancora state individuate in modo univoco, tuttavia è ipotizzabile che il suo sviluppo risulti da una combinazione di fattori genetici, immunologici ed ambientali. Le attuali evidenze scientifiche suggeriscono che in soggetti geneticamente predisposti, fattori ambientali possano attivare risposte immunitarie anomale nei confronti della flora batterica intestinale, portando a un’infiammazione cronica della mucosa colica.

 

In particolare, concorrono nell’eziologia della malattia:

 

  • Fattori genetici: la presenza di malattia infiammatoria intestinale in familiari di primo grado sembra aumentare il rischio di sviluppare una colite ulcerosa. Alcuni studi hanno rilevato come alcune varianti genetiche possano modulare la suscettibilità alla patologia.
  • Fattori immunologici: un ruolo determinante sembra essere svolto da responsi anomali del sistema immunitario nei confronti della normale flora batterica intestinale, con produzione di anticorpi anomali auto-aggressivi.
  • Fattori ambientali: sembrano poter agire come fattori scatenanti nei soggetti geneticamente predisposti, ad esempio, infezioni gastrointestinali o particolari fattori dietetici.

 

La combinazione di questi fattori predisponenti e scatenanti potrebbe dunque condurre, attraverso meccanismi immunitari auto-aggressivi, alla caratteristica infiammazione cronica della mucosa colica tipica della colite ulcerosa. Solo un’approfondita consulenza con un biologo nutrizionista può chiarire il possibile ruolo di fattori ambientali come la dieta.

 

Colite ulcerosa cosa mangiare

Nella gestione della colite ulcerosa riveste un ruolo fondamentale un’attenta consulenza dietetica da parte di professionisti qualificati. La dieta per la colite ulcerosa cambia significativamente in base allo stato di attività della patologia.

 

Nelle fasi di remissione dell’infiammazione, l’alimentazione mira principalmente a preservare l’equilibrio microbico intestinale, fornendo un adeguato apporto di fibre, probiotici e nutrienti anti-infiammatori. In particolare, è raccomandato un apporto giornaliero di circa 30g di fibre, meglio se ripartite tra solubili e insolubili.

 

Quando la malattia è invece in una fase acuta, gli obiettivi principali della dieta sono la gestione dei sintomi diarroici e il controllo dello stato di disidratazione. A tal fine, è necessario limitare l’introito di fibre, lattosio e alimenti irritanti, preferendo cibi facilmente digeribili e ad alto contenuto di liquidi.

 

Per un’ottimale definizione delle linee guida alimentari personalizzate, risulta fondamentale sottoporsi a visite specialistiche presso uno studio di consulenza nutrizionale Milano. Un biologo nutrizionista è in grado di elaborare piani dietetici modulati sul singolo paziente, tenendo conto della gravità e localizzazione delle lesioni infiammatorie nonché delle principali variazioni sintomatologiche. L’aderenza ad una dieta ben studiata rappresenta infatti un pilastro fondante del trattamento della colite ulcerosa, in combinazione alle appropriate terapie farmacologiche.