Amenorrea: che cos’è e perché l’alimentazione è importante
In Italia sono molte le donne che manifestano l’amenorrea, condizione caratterizzata dall’assenza del ciclo mestruale. Spesso risulta ancora poco nota la stretta correlazione tra amenorrea e alimentazione, nonostante la dieta ricopra un ruolo chiave nel determinismo di questa patologia, soprattutto quando causata da fattori ipotalamici o metabolici.
Uno squilibrio nutrizionale prolungato può infatti influenzare negativamente il corretto funzionamento del sistema ormonale ipotalamo-ipofisi-gonadi, portando alla sospensione del flusso. Rivolgersi a un esperto biologo nutrizionista risulta oggi particolarmente importante per comprendere l’entità dell’intervento dietetico necessario ad alleviare i sintomi dell’amenorrea e, eventualmente, favorirne la risoluzione attraverso la definizione di un piano alimentare personalizzato.
Grazie alle competenze in campo biochimico e nutrizionale, un esperto biologo nutrizionista è infatti in grado di valutare i livelli ormonali e gli eventuali squilibri nutritivi sottostanti alla patologia, indicando i corretti apporti di macro e micronutrienti utili a riequilibrare l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi e ripristinare il normale ciclo mestruale.
Amenorrea cos’è
L’amenorrea può essere definita come una mancanza di mestruazioni al di fuori dei periodi fisiologici della vita della donna quali la pre-pubertà, la post-menopausa, la gravidanza e l’allattamento.
È fondamentale sottolineare che l’alterazione delle funzioni mestruali, e a maggior ragione l’assenza di queste, rappresenta un sintomo di modificazioni nel meccanismo di regolazione endometriale che coordina il ciclo mestruale femminile. A tale proposito è importante distinguere tra amenorrea primaria, che si verifica in ragazze che non hanno mai avuto le mestruazioni pur avendo superato la pubertà, e amenorrea secondaria che invece compare dopo un periodo in cui la funzione mestruale si era svolta regolarmente.
L’amenorrea può essere causata da malattie generali che alterano le condizioni fisiologiche dell’organismo o da patologie a carico dell’apparato genitale femminile. Anche gravi eventi psicologici possono talvolta rappresentare una causa di interruzione del ciclo mestruale.
L’anamnesi e l’esame obiettivo rappresentano i primi step utili a indirizzare verso possibili eziologie. Successivamente potrebbe rendersi necessaria una visita ginecologica finalizzata a escludere cause biologiche, eventualmente supportata da ecografia pelvica e dosaggi ormonali. In presenza di alterazioni del peso o dell’alimentazione, risulta opportuno eseguire una visita nutrizionistica al fine di valutare lo stato nutrizionale e identificare eventuali disturbi dell’alimentazione.
Qualora siano presenti fattori di rischio come sedentarietà, obesità, stress psicofisico cronico o carenze alimentari, il nutrizionista può formulare indicazioni mirate volte al recupero di corretti stili di vita e di una dieta equilibrata, fattori determinanti per il regolare svolgimento del ciclo mestruale.
Amenorrea: le diverse tipologie:
Esistono molteplici tipologie di amenorrea. Vediamo le principali come si caratterizzano:
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Amenorrea ipotalamica
È causata da disturbo ipotalamico che coordina l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaie. Alla base di questo disturbo c’è normalmente una situazione di forte stress fisico o psicologico. Si identificano delle caratteristiche tipiche: difficoltà a gestire le emozioni, rigidità nel funzionamento cognitivo e controllo alimentare/corporeo. Le pazienti con amenorrea non sono consapevoli della loro scarsa flessibilità cognitiva e della difficoltà di gestione delle emozioni. Inoltre il loro controllo sul cibo e sul corpo viene visto come una “sana abitudine” e non come la manifestazione di una certa rigidità.
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Amenorrea primaria
Può essere causata da fattori genitali come malformazioni ovariche/uterine, o da deficit ipotalamico/ipofisario che alterano la stimolazione ovarica. Rientrano tra le cause extragenitali anche gravi problematiche nutrizionali o infettive. La comparsa di mestruazioni oltre i 16 anni configura tale condizione. In alcuni casi può associarsi a insensibilità endometriale agli ormoni ovarici, con alterazione del meccanismo di regolazione ipotalamo-ipofisi-ovaie.
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Amenorrea secondaria
È causata da fattori quali l’asportazione chirurgica di ovaie o utero o da deficit ormonali ipofisari e ipotalamici, con alterazione degli stimoli sull’ovaio. Rientrano tra le cause extragenitali anche gravi stati di malnutrizione, stress prolungati, pratica intensiva di sport e squilibri ormonali. Nelle atlete agoniste si inserisce nella “triade” comprendente amenorrea, osteoporosi e disturbi alimentari. Tutte queste condizioni comportano una modificazione del normale meccanismo ormonale di regolazione del ciclo mestruale.
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Amenorrea da stress
Rappresenta un adattamento per risparmiare energia attraverso interruzione della GnRH ipotalamica e del ciclo mestruale. Stress fisico, metabolico o psico-emotivo (eccessivi carichi, perdite peso/eventi) causano disturbi ipotalamici ed endocrini. Evitarli risulta fondamentale per la regolazione ipotalamo-ipofisi-ovaie.
Amenorrea e alimentazione
L’amenorrea può avere cause di diversa natura, da fattori genetici a squilibri ormonali o del sistema ipotalamo-ipofisi-ovaie. La valutazione dell’alimentazione ricopre un ruolo importante sia nella prevenzione che nel trattamento dell’amenorrea, specialmente per le cause connesse a squilibri ormonali e ipotalamici. A tal scopo, risulta fondamentale rivolgersi a un esperto e prenotare quanto prima una visita presso uno studio di consulenza nutrizionale. Qui, un esperto nutrizionista elabora piani alimentari personalizzati in base alla eziologia della condizione.
Nel caso della sindrome dell’ovaio policistico, ad esempio, sono indicati regimi ipocalorici con basso carico glicemico allo scopo di controllare i livelli di insulinemica. Per l’amenorrea ipotalamica invece gli interventi dietetici si focalizzano su piani normocalorici flessibili, privi di restrizioni eccessive, al fine di evitare ulteriori stress o disordini alimentari, ripristinando un corretto rapporto con il cibo.
Sebbene l’alimentazione non agisca sulle cause anatomiche, risulta utile per riequilibrare eventuali alterazioni del sistema endocrino, fornendo un adeguato apporto di macronutrienti per supportare la produzione ormonale. Affiancare un percorso psicoterapico cognitivo-comportamentale contribuisce inoltre a superare le tensioni psicologiche collegate al disturbo, favorendo il completo recupero della normale ciclicità mestruale.
